Nei giorni nostri la maggior parte dei figli percepisce la difficoltà dovuta alla mancanza di punti di riferimento stabili nel crescere e nell’educare da parte dei propri genitori. Con lo sviluppo della globalizzazione e l’accesso a numerose, e spesso disparate, informazioni, il bambino rischia di sentirsi spaesato, mentre il genitore non riuscendo più a capire se il comportamento del proprio figlio è fisiologico o se invece dovrebbe essere osservato con maggiore interesse, avverte la propria inadeguatezza.
Il bambino, che a questa età si rivolge fiducioso ai genitori per essere rassicurato sul mondo, trova nel loro volto ansia e disorientamento. Il piccolo allora può iniziare a mostrare dei comportamenti irrequieti e iperattivi, acuendo in tal modo le difficoltà dei genitori nel farvi fronte.
Appare, quindi, necessario che i bambini ritrovino delle semplici e chiare linee guida grazie all’interpretazione del proprio comportamento da parte dei genitori cui verranno fornite quelle competenze che gli permetteranno poi di tranquillizzarli nei loro momenti di crisi.
Alcuni bambini, infatti, cogliendo la tendenza dei genitori a preoccuparsi ed entrare in ansia rischiano di cristallizzare il proprio disagio, che potrebbe essere solo fisiologico, trasformandolo da un disagio transitorio in un disturbo. Vi sono dei genitori che, invece, non riescono a vedere le oggettive difficoltà del figlio, tendendo a minimizzare e normalizzare qualsiasi comportamento e il bambino arriva alla scuola elementare senza essere in grado di rispettare le regole e di socializzare.
Appare perciò molto importante proporre uno spazio ai genitori per offrire loro la possibilità di acquisire una bussola che gli permetta di ottenere un nuovo sguardo materno e/o paterno scevro da ansie o aspettative eccessive.