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L'esperienza di Valentina Aschelter Il tirocinio alla Fondazione Daniela Milano mi ha permesso di osservare e partecipare all'intero processo di presa in carico della famiglia a 360 °; dall'accoglienza alla diagnostica, dalla terapia famigliare al sostegno individuale e genitoriale. Trovo particolarmente formativa la possibilità di osservare momenti di gioco specifici genitore- bambino, all'interno dei quali è possibile cogliere le qualità specifiche di ogni relazione attraverso l'osservazione delle diverse modalità di interazione

L'esperienza di Chiara Chimenti Sono la Dott.ssa Chiara Chimenti, laureata in psicologia dello sviluppo e dell’educazione, attualmente sto svolgendo il secondo anno di specializzazione presso l’Istituto di Terapia Relazionale Integrata (ITRI). Ho deciso di svolgere il tirocinio di specializzazione presso la Fondazione per l’importanza data al lavoro con le famiglie, ambito di mio interesse. In particolare mi ha colpito come la Fondazione si occupi del supporto alle famiglie integrando aspetti può clinici a quelli di natura

Dott.ssa Raffaella Palmiero Riflessioni su come intervenire in caso di bambini incontentabili Uno dei principali compiti dell’educazione emotiva sta nel facilitare l’apprendimento dei bambini della capacità di “assunzione della prospettiva altrui“, cioè la capacità di porsi empaticamente nei panni dell’altro. L’arduo compito, come sempre, spetta innanzitutto alla famiglia, primo luogo di apprendimento delle interazioni interpersonali. Negli ultimi tempi stiamo assistendo a un sempre maggior numero di genitori che, detestando vedere i propri figli

Dott.ssa Viviana De Fenza I giochi infantili, una volta comuni nelle strade dei nostri paesi e delle nostre città, che fin dai tempi antichi hanno offerto contesti di apprendimento sociale di regole e di creazione di legame, stanno lasciando il posto ai giochi virtuali, praticabili comodamente sul divano di casa, attraverso strumenti di plastica, costantemente connessi alla rete. stanno. Persino l’idea di gioco riservato ai bambini sembra oramai sfuggire alla nostra

Dott.ssa Viviana De Fenza Con la diffusione di I-phone e cellullari dell’ultima generazione, genitori ed adulti sono ovunque e sempre potenzialmente collegati alla rete, dunque sconnessi o connessi solo a intermittenza con i bambini che hanno vicino . Ben prima del diluvio tecnologico, dilagato in ogni casa e ogni tempo, bambine e bambini si sono trovati a fare i conti con adulti distratti. Bambini anche molto piccoli trovano facilmente anche loro attrazioni

Dott.ssa V. De Fenza e Dott. M. Damicis La fiaba rappresenta un importante strumento per accrescere la fantasia e l’immaginazione nei più piccoli, la possibilità di confrontarsi con le potenzialità dei personaggi e con le proprie emozioni. La fiaba è strutturata secondo caratteristiche precise: i personaggi possono essere sia reali sia frutto della fantasia; il tempo della narrazione è, di solito, lontano e indefinito, i luoghi dei racconti sono poco caratterizzati e

Dott.ssa Paola Milano Psicologa e Psicoterapeuta dell’età evolutiva Presidente della Fondazione D. Milano Onlus 13 febbraio 2017 al 16 giugno 2017 Lo scorso anno, ho avuto l’incarico, dal Dipartimento servizi educativi e scolastici del Comune di Roma, di svolgere un corso di formazione, per gli educatori e gli insegnanti dei nidi e delle scuole materne del territorio; ho focalizzato l’attenzione, sulla necessità di fornire strumenti per far sviluppare la crescita, l’autonomia, la curiosità dei

Dott.ssa Mariarosaria Gilio La bambina dei "no" Nella prima infanzia, in particolare tra i 2 e i 3 anni di vita, il bambino vive una fase definita “l’età dei NO” che, pur essendo caratterizzata da crisi di opposizione del bambino, a volte anche molto violente, ha in realtà una valenza evolutiva in cui si fanno strada le prime forme di pensiero individuale. Il bambino si oppone al genitore per sentirsi autonomo: vuole fare

Dott.ssa Carlotta Passi Nella pratica clinica molte volte i genitori mi hanno chiesto cosa accade durante le sedute individuali del proprio bambino con il terapeuta. I genitori si danno diverse risposte, in particolare: “racconterà le cose accadute”, “riporterà ciò che non gli piace e che lo fanno star male”, “riferirà i suoi vissuti rispetto a certe situazioni”, “potrà parlare di sé e magari fare delle richieste di aiuto”. Solo alcuni riescono a

Dott.ssa Mariarosaria Gilio Il neonato, che non è ancora abituato alla luce, vive la notte in maniera indifferenziata rispetto al giorno e se piange lo fa come reazione ad altri stimoli allarmanti. E’ con l’evoluzione mentale del bambino, invece, che compaiono nuove forme di paura: il bambino diventa, infatti, capace di cogliere particolari che prima non notava e che ora possono indurre paura. La paura è una sensazione che crea disagio in tutti,